Il Miglio Perla (Pearl Millet)

Il Pearl millet (Pennisetum glaucum), forse la varietà più coltivata, sembra essere stato domesticato nella zona del Sahel dell’Africa Occidentale che è conosciuta per essere il maggior centro di diversità di questa specie. E’ stato coltivato in Africa e in India fin da epoca preistorica. Recenti scoperte archeologiche hanno confermato la presenza del pearl millet nel nord del Mali circa 4500 anni fa. Nei cinque secoli successivi si è diffuso in India e, nel giro di altri 5 secoli, in tutto il paese.

Nello stesso periodo la coltivazione si estese in Europa e in Sud Africa. Negli Stati Uniti gli agricoltori cominciarono a coltivare il pearl millet intorno al 1850 e la coltura è arrivata fino in Brasile, ma meno di 100 anni fa.

Oltre 90 milioni di persone, soprattutto quelle molto povere che vivono nelle zone più aride dell’Africa e dell’Asia, dipendono dal pearl millet per cibo e reddito perché in quelle zone non è possibile coltivare altro, e le famiglie non hanno altre alternative per il cibo. Fortunatamente, il pearl millet non è soltanto una fonte di energia resiliente e affidabile, ma è anche un ottimo cibo dietetico essendo ricco in micronutrienti.

Il Pearl millet è coltivato su 31 milioni di ettari – una superficie come la Polonia – nelle zone aride e semiaride di oltre 30 paesi nelle regioni tropicali and subtropicali di Asia, Africa e America Latina.

Il miglio perla si adatta bene alle zone siccitose, con scarsa fertilità del suolo e alte temperature. Cresce bene anche in terreni con elevata salinità o basso pH (fortemente acidi). A causa della sua tolleranza a condizioni ambientali difficili, si coltiva spesso nelle aree veramente marginali dove altri cereali, come il mais o il frumento, non possono sopravvivere. Si trova, per esempio, ai margini del deserto del Sahel nel nord-est del Mali, una zona considerata da molti come quella dove la coltura ha avuto origine.

Il pearl millet rappresenta circa il 50% della produzione totale mondiale di miglio. L’India è il più grande produttore, sia in termini di superficie (9.3 milioni di ettari) che di produzione (8.3 milioni di tonnellate). In Africa occidentale e centrale si coltivano 15.7 milioni di ettari, di cui oltre il 90% è miglio perla. Altri 2 milioni di ettari sono coltivati nell’Africa orientale e meridionale.

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Grazie alla sua resistenza alla siccità, alla salinità, alla acidità del suolo e alle alte temperature, per non parlare dei suo valore come alimento e come foraggio, esistono opportunità per il miglio perla di essere coltivato in Asia Centrale, in Medio Oriente, in Australia e nelle Americhe, dove prove preliminari hanno dato risultati incoraggianti, soprattutto per quanto riguarda il valore del foraggio.

Il pearl millet è una fonte importante di ferro e zinco e, per questi due micronutrienti, è la fonte più economica rispetto ad altri cereali e ortaggi. Pertanto il pearl millet è importante per combattere la malnutrizione di donne e bambini.

Mentre tutte le altre specie sono prevalentemente autogame (come frumento e orzo, per intenderci), il pearl millet è a impollinazione incrociata. Infatti, pur avendo fiori completi (con organi maschili e femminili) , lo stigma (la parte femminile) fuoriesce dal fiore prima che avvenga l’impollinazione al suo interno. Quindi viene impollinato, e l’ovulo fecondato, dal polline di altre piante.

La banca del germoplasma dell’ICRISAT in India conserva 23092 accessioni di pearl millet da 52 paesi.

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