Ancora a proposito di OGM………………………. chi dice le bugie?

Il 19 Aprile 2016 La Repubblica pubblicò questo articolo, che potete leggere per intero cliccando qui sotto:

http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2016/04/19/news/troppe_bugie_sugli_ogm-137967741/

repubblica

Questo è solo uno degli articoli apparsi recentemente su questo tema, e che dicono che proibire la ricerca sugli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) in agricoltura, e non solo la loro coltivazione, lede la libertà della ricerca. E, a proposito di libertà della ricerca, sentite questa storia, che potete leggere per intero in inglese cliccando qui: (http://natureinstitute.org/pub/ic/ic9/maize.htm).

Qui sotto faccio solo un rapido riassunto:

  1. La scoperta

Nel Novembre 2001, due ricercatori, David Quist e Ignacio Chapela (vedremo poi chi sono) pubblicarono un lavoro scientifico sulla rivista Nature (forse la più famosa e importante rivista scientifica al mondo) dove riportavano che 60 vecchie varietà locali di granturco nelle montagne della valle Oaxaca del Mexico, erano risultate inquinate dal polline di un granturco geneticamente modificato. Qui aggiungo qualcosa di mio all’articolo per dire che questa valle è un centro di diversità straordinario, non solo di granturco – vi si coltivano centinaia di varietà diverse –  ma anche culturale -si parlano centinaia di lingue diverse.

  1. Illegalità

Il granturco geneticamente modificato, proveniente dagli Stati Uniti, doveva essere stato seminato illegalmente perché il Messico nel 1998 ha imposto una moratoria sul granturco OGM. Per quanto detto sopra le conseguenze ecologiche e agricole di tale contaminazione erano preoccupanti. Ma altrettanto preoccupanti furono le reazioni della stampa, compresa quella scientifica.

  1. Ma perché preoccuparsi?

Arthur Einsele, capo delle pubbliche relazioni della Syngenta, (aggiungo io – una delle ditte che produce OGM), anziché dimostrarsi sconcertato arrivò a dire che l’inquinamento era un bene perché aumentava la diversità. Ma il peggio doveva ancora venire!

  1. La protesta dei ricercatori

L’ 11 di Aprile del 2002, il numero di Nature, alle pagine 600 e 601, pubblicava lettere di ricercatori molto noti i quali mettevano in dubbio i risultati scientifici di Quist e Chapela. E, per la prima volta nei suoi 138 anni di storia, l’Editore di Nature annunciò che il lavoro scientifico di Quist e Chapela non avrebbe mai dovuto essere pubblicato (e dire che per essere pubblicati i lavori scientifici debbono passare attraverso un rigoroso processo di revisione – aggiunta mia).

  1. Si scoprono gli altarini

A questo punto le cose cominciarono a chiarirsi: tutti i ricercatori coinvolti in questa storia lavoravano all’Università di California a Berkeley, la quale ha un “alleanza strategica” di 25 milioni di dollari con la Syngenta e attraverso questi soldi veniva finanziata molta ricerca. Quist e Chapela erano tra coloro che a suo tempo si opposero a questa alleanza temendo che potesse mettere a rischio la liberà accademica. Johannes Fütterer, uno di quelli che avevano mandato le lettere all’Editore di Nature (vedi punto 4), era stato invece uno dei sostenitori dell’alleanza.

  1. Solo scienza?

Il sospetto che non si trattasse solo di scienza, cominciò a rafforzarsi con il comparire di attacchi a Quist e Chapela su Internet. Per esempio, The Guardian, il giornale Inglese, raccontò che Bivings Group, una ditta di pubbliche relazioni, aveva descritto Chapela come un attivista coinvolto con ambientalisti. Il fatto che la Bivings Group lavorasse per la Monsanto, (aggiungo io – un’altra delle ditte che produce OGM) venne fuori solo grazie alle indagini di un giornalista.

  1. Come ha fatto il granturco OGM ad arrivare in Messico?

Autunno 2002, Edimburgo, meeting su Ingegneria Genetica. Fernando Monasterio, il commissario del Governo Messicano per la biotecnologia, parlò di questa faccenda e delle sue conseguenze a lungo termine. L’introduzione di geni dal granturco OGM nelle varietà locali può minacciare la loro vitalità e la diversità che si è sviluppata nel corso dei secoli attraverso il miglioramento genetico tradizionale. Per rimuovere la contaminazione dalla valle Oaxaca Valley, gli agricoltori dovrebbero evitare di seminare granturco almeno per un anno con conseguenze economiche devastanti. E questo funzionerebbe solo a patto che non ci siano ulteriori semine di granturco OGM, cosa pressoché impossibile per la politica degli Stati Uniti. A quell’epoca il Messico importava sei milioni di tonnellate di granturco dagli Stati Uniti e Monasterio sospettava che almeno un terzo fosse OGM. Il granturco importato costa circa 150 dollari la tonnellata, mentre quello locale costa 250 dollari la tonnellata a causa dei sussidi da parte del governo degli Stati Uniti (i prezzi sono riferiti al periodo in cui l’articolo é stato scritto – nota mia).

  1. Valori in pericolo e conferme scientifiche

Nella mitologia tradizionale messicana il granturco è considerato un dono di Dio. Monasterio espresse grande preoccupazione per la possibile perdita di questa eredità spirituale. Alla fine del suo discorso, citò una indagine in corso da parte del Governo Messicano sul lavoro di Quist e Chapelas: scienziati di un Istituto di fama internazionale in Messico (il Centro Ricerche e Studi Avanzati – Dipartimento di Ingegneria Genetica) esaminarono duemila piante di mais scelte a caso nella valle di Oaxaca e nel 63% dei casi trovarono contaminazione genetica: una chiara conferma dei risultati di Quist e Chapela.

  1. Noti o inattesi?

I ricercatori mandarono un lavoro scientifico a Nature con i risultati citati sopra. Il lavoro fu esaminato da due revisori che giunsero a conclusioni molto diverse: uno sostenne che i risultati erano già noti (!) e quindi non degni di pubblicazione; l’altro che i risultati erano così inattesi e incredibili che la loro validità poteva essere messa in discussione. Ci si poteva aspettare che se la rivista fosse stata veramente interessata a promuovere un aperto dibattito scientifico, avrebbe pubblicato l’articolo, soprattutto dopo aver ritirato quello di Quist e Chapela (qui debbo aggiungere che, fungendo da Editore associato di due riviste scientifiche e dovendo anche io prendere spesso queste decisioni, quando ricevo due pareri cosi contrastanti da due revisori, chiedo almeno un terzo parere). Ma questo non accadde: Nature respinse l’articolo per “motivi tecnici”.

Nature

  1. Chi produce OGM controlla la scienza?

Tutta questa faccenda confusa conferma i peggiori timori circa la commercializzazione degli OGM. Gli argomenti che si basano su elementi di fatto e suggeriscono l’impatto negativo degli OGM vengono spesso soppressi nel dibattito scientifico. La scienza che rifiuta di seguire la linea del “progresso mediante la tecnologia” è considerata “cattiva scienza”. Le corporazioni hanno i mezzi per influenzare l’opinione pubblica e scientifica. E tutta la ideologia biotecnologica è fortemente sostenuta dal governo degli Stati Uniti con i suoi sussidi, le sue politiche di esportazione, e la sua mancanza di norme in materia di colture OGM e di cibo derivato da colture OGM.

Una domanda e un suggerimento

Ma se gli OGM sono veramente tanto superiori, che bisogno c’è di ricorrere a questi mezzucci?

Se la lettura di questa storia vi ha lasciato la bocca amara, provate con: Semi, cibo e salute: esperienze internazionali in questo sito

Ancora bugie (ho aggiunto questo all’articolo precedente perchè lo completa anche se uscito dopo)

  Riassunto: I primi esempi di prodotti geneticamente modificati indagati dalla Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti si rivelarono un disastro.Un supplemento alimentare a base di triptofano (un aminoacido essenziale perchè non lo possiamo sintetizzare e quindi lo dobbiamo assumere con il cibo) conteneva inaspettatamente un sottoprodotto tossico che ha storpiato in modo permanente centinaia di persone e provocato la morte di altri, mentre il pomodoro Flavr Savr (che ho descritto nel mio libro “Mescolate Contadini, Mescolate”) ha prodotto lesioni allo stomaco e una mortalità anomala nei topi. In entrambi i casi, la FDA, nascose questi risultati e proclamó ufficialmente che non vi erano prove che l’ingegneria genetica causasse dei danni.Quindi la sicurezza degli OGM non una certezza, dice l’avvocato Steven Druker; al contrario, i problemi sono stati tenuti nascosti e il consenso scientifico non correttamente rappresentato. In questo inganno il ruolo dei pubblici ufficiali è stato ignorato. (cliccando qui sotto c’è il link all’articolo)

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