È possibile veder convivere tradizione e innovazione?

Per 9000 anni lo scopo dell’agricoltura era di far adattare le piante ad un certo ambiente. E’ da quando abbiamo iniziato a modificare l’ambiente che abbiamo reso i campi, di luoghi diversi, uguali, favorendo così anche la concentrazione della produzione di semi nelle mani di poche multinazionali. Non è un caso che i successi più grandi del miglioramento genetico sono stati registrati solo in quelle specie tipo, riso, mais e frumento che sono prevalentemente coltivate in quegli ambienti abbastanza simili a quelli delle stazioni di ricerca.  Agricolture ricche, grandi superfici, agricoltori che si possono permettere i macchinari, sono tutti elementi che rendono “minime le differenze” rispetto alle stazioni di ricerca.  Ciò che si trova nella stazione sperimentale è applicabile anche ai campi degli agricoltori. Infatti per nessuna delle varietà e delle specie che predominano negli ambienti più aridi come l’orzo, il sorgo,  il miglio, il miglioramento genetico ha fatto grossi passi in avanti, proprio per le enormi differenze tra le caratteristiche della stazione sperimentale e il campo dell’agricoltore.

C’è una perfetta sintonia tra molti aspetti della genetica molecolare e delle biotecnologie con il tipo del miglioramento genetico fatto in partecipazione con gli agricoltori nei loro campi che io propongo. Tutto il materiale che scaturisce dai grossi investimenti nella biologia molecolare, operazioni molto costose, deve arrivare al campo dell’agricoltore e deve essere accettata da questi per diventare utile a qualcuno. Ed è lì che io propongo di intervenire con il miglioramento genetico partecipativo.

Un altro aspetto tecnologico moderno che a me in questo momento interessa molto, è quest’idea del miglioramento genetico evolutivo. L’idea è molto semplice: lei mette nel campo un miscuglio che può essere fatto di decine, di centinaia, di migliaia di varietà, più variabile è meglio è, e questo miscuglio si evolve.  Si evolve molto velocemente nelle specie che si incrociano come il mais, più lentamente nelle specie che si autofecondano tipo orzo, riso e frumento. Il seme che si raccoglie non è mai uguale al seme che si è seminato. Inoltre, siccome il clima cambia di anno in anno, anche la composizione genetica di queste popolazioni evolutive oscilla di anno in  anno ma, se la tendenza a lungo termine è verso temperature più alte e piovosità più bassa, tra 20 anni queste popolazioni saranno piene di piante adattate a quel clima.
Il cambiamento climatico ha un aspetto che è molto negativo: noi sappiamo che sta accadendo ma non sappiamo di preciso che entità avrà in quel particolare luogo. Provate a pensare quanto sarà utile fornire questi miscugli, che stanno evolvendo in accordo con l’evolversi del clima, all’agricoltore e al ricercatore per selezionare piante adatte al luogo specifico anche se in quel momento potrebbero essere geneticamente uniformi, ma è una uniformità solo temporanea che non va a discapito della biodiversità a lungo termine.

Queste popolazioni potrebbero essere caratterizzate molecoralmente con l’uso di specifici marcatori. Dopo averle lasciate evolvere per un certo numero di anni in località diverse, si va a rivedere la frequenza dei marcatori molecolari utilizzando quindi queste popolazioni evolutive per degli studi di genetica di adattamento abbastanza eleganti.

Considero gli OGM non necessari. Il motivo per cui sono contro gli OGM è perché chi produce gli OGM sembra aver dimenticato un principio biologico fondamentale che si chiama il “teorema fondamentale della selezione naturale”.  Secondo questo teorema gli organismi che gli OGM cercano di controllare, essenzialmente erbe infestanti, insetti e funghi che provocano malattie, sono organismi viventi che in quanto tali hanno la necessità di riprodursi. Ma, se per riprodursi hanno bisogno di un ospite e  se quell’ospite è resistente, questi organismi si trovano nei guai perché non possono farlo. Ma se ce n’è uno in un miliardo che è in grado di superare quella resistenza, l’organismo ospite finisce per selezionare il suo nemico.  Per cui che cosa succede se voi seguite la strada degli OGM? All’inizio tutto funziona bene, ma quando l’organismo riesce a superare la resistenza vi trovate nei guai, e visto che, non esistono alternative sul mercato del seme, non vi resta che aspettare che la ditta che ha prodotto quell’OGM ne produca un altro in grado risolvere il nuovo problema. Come si può ottenere lo stesso risultato molto più rapidamente? Con le popolazioni evolutive. Queste sono una soluzione immediata perché lei fa il miscuglio, lo mette in campo e a quel punto ha quasi immediatamente risolto i problemi resistenza, perché diventa difficilissimo per gli infestanti, gli insetti e le malattie prendere il sopravvento. Però è una soluzione ecologicamente corretta perché lei non impedisce a questi organismi di riprodursi, come nel caso degli OGM, ma gli lascia lo spazio di riproduzione che riescono naturalmente ad ottenere.

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