Dallo spread alle varietà di mais antiche

Nonostante la vita professionale l’abbia portato a far di conto con spread ed euribor (è consulente finanziario), Bruno Bonzi non ha mai perso la passione per la terra trasmessagli dal nonno, già agricoltore e allevatore in quel di Carvico. Quegli stessi terreni, che chiese al padre di poter coltivare già quand’era studente, sono stati la sua valvola di sfogo e, insieme, la palestra dove mettere a frutto le teorie apprese co-me auditore a corsi, seminari, convegni. Dopo avere a lungo sperimentato ogni tipo di coltivazione, da qualche anno si è concentrato sul mais di varietà antiche, quelle che, grazie al lavoro di associazioni e istituzioni varie (in primis il Crea Istituto per la cerealicoltura di Bergamo), sono ora piuttosto conosciute. Ma il progetto di Bonzi ha una sua originalità: superando le rivalità e la presunta superiorità di una sull’altra, ha miscelato direttamente in campo le varietà, consentendo una commistione genetica già durante l’impollinazione, con l’obiettivo di arrivare a produrre una granella e, di conseguenza, una farina che assommi le caratteristiche e le qualità peculiari di ciascuna varietà di partenza: Nostrano dell’Isola, Rostrato di Rovetta e Spinato di Gandino. Il compito della molitura, rigorosamente realizzata a pietra e in piccole quantità per mantenere intatte freschezza e fragranza, è stato affidato al mulino Pennati a Medolago. Dire se e quanto sia migliore rispetto alla farina ottenuta dalla molitura delle singole varietà di mais d’origine è compito improbo. Forse una degustazione comparativa potrebbe togliere qualche dubbio. Di certo, la polenta che ne deriva è molto buona, perfetta per accompagnare, valorizzandoli, i piatti della tradizione, che chiamano l’abbinamento con l’oro giallo dei bergamaschi. Ma non è facile trovarla in commercio: il consiglio è di rivolgersi direttamente a Bruno Bonzi.

Dallo Spread alle Varietà di mais antiche

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