Una Pasta “Diversa”

Venerdi 19 Ottobre, a Senigallia, nel bellissimo negozio di NaturaSi Senigallia, Bruno Sebastianelli, presidente di La Terra e il Cielo , ha presentato la pasta prodotta con la semola derivante dalla popolazione evolutiva di frumento duro, costituita nel 2009 mentre lavoravo ancora in Siria, mescolando 700 tipi (uso questo termine, che non userei in una lezione di genetica, per semplificare) di frumento duro ottenuti da incroci fatti all’ICARDA (International Center for Agricultural Research in Dry Areas, ad Aleppo) dal mio collega che si occupava di frumento duro, utilizzando varietà provenienti da tutto il mondo inclusi i progenitori dei frumenti di oggi – questi sì veramente antichissimi.

Alla presentazione hanno partecipato una quarantina di persone che hanno avuto anche la possibilità di degustare la pasta che, sebbene cotta circa 5 ore prima (il negozio non ha una cucina), a parte la temperatura, sembrava fosse stata cotta poco prima.

Una pasta diversa.png

Nella locandina in cui si annunciava la presentazione si parla di Mix di grani Ceccarelli ed è su questo che vorrei soffermarmi perché sulla pasta c’è poco da dire: dovreste assaggiarla e poi ne parliamo!

Intanto “Mix”, che pure è molto attraente, farebbe pensare ad un miscuglio mentre in realtà, come anche nel caso del frumento tenero (una popolazione di 2000 tipi diversi anche questa costituita ad Aleppo nel 2009) che ormai è coltivata in quasi tutte le regioni, e dell’orzo (una popolazione di 1600 tipi diversi anche questa costituita ad Aleppo nel 2008 –un anno prima delle altre due) sono delle popolazioni.

La differenza tra miscuglio e popolazione non è da poco: infatti la ricerca scientifica sulle popolazioni, che è cominciata negli Stati Uniti nel 1929 e che è poi proseguita particolarmente in California, ma non solo, con la pubblicazione di numerosi lavori scientifici, ha dimostrato che la capacità di evolversi delle popolazioni di cereali che si autofecondano (come appunto frumento, orzo e riso), ottenute incrociando tra loro un certo numero di varietà, è assai superiore a quella dei miscugli, ottenuti invece mescolando i semi di un certo numero di varietà.

Poi “di grani Ceccarelli”. Questo è uno dei tanti nomi che ricorrono quando si parla di popolazioni usando il temine miscugli.

Nel caso della popolazione di frumento tenero, molto più diffusa di quella di frumento duro, si trova sia seme che farina (e i suoi prodotti). Nel caso del seme, si trova seme certificato come per esempio il “SOLIBAM Li Rosi” e il “SOLIBAM Floriddia” (questi sono nomi ufficiali), per citarne due. Nel caso della farina i nomi abbondano e ne cito alcuni che conosco:

  1. Farina di Miscuglio Ceccarelli in evoluzione a Spinetoli presso l’azienda agraria……;
  2. Farina prodotta con una miscela evolutiva di frumento tenero coltivata nel Piceno denominata “Miscuglio di Aleppo” frutto delle ricerche del prof. Salvatore Ceccarelli e macinato a pietra nel molino …….;
  3. PETRA® EVOLUTIVA. Da quello che si legge e si sente sul web sembrerebbe farina ottenuta dal SOLIBAM Li Rosi;
  4. Mazì. Anche in questo caso, da quanto si legge sul sito “Da un insieme di oltre 2000 varietà” provenienti da tutto il mondo……..” si penserebbe alla popolazione evolutiva di frumento tenero.

Quello che mi premeva sottolineare è, da un lato, la soddisfazione nel vedere tanto interesse intorno all’idea che si può fare un agricoltura diversa che assicura giusti redditi ai diversi operatori della filiera e che si traduce in prodotti che fanno bene alla salute dei consumatori. Dall’altro però mi chiedo se non sia il caso di trasmettere più efficacemente (e in modo più trasparente) questa idea ai consumatori, rendendo più esplicito il fatto che queste farine (in particolare – ma lo stesso discorso si potrebbe fare per i prodotti che ne derivano) hanno un’origine comune e cioè, Aleppo in Siria dove sono state costituite appunto nel 2009 e da dove sono arrivate in Italia nel 2010 e distribuite  grazie all’Associazione Italiana di Agricoltura Biologica prima e a Rete Semi Rurali poi.

Bisognerebbe poi che si indicasse la composizione: i numeri sono “circa” quelli che ho indicato all’inizio, e quindi si potrebbero evitare sia “oltre” che “quasi”.

Infine, come fanno chiaramente i primi due nomi (Farina di Miscuglio Ceccarelli in evoluzione a Spinetoli presso l’azienda agraria……. e Farina prodotta con una miscela evolutiva di frumento tenero coltivata nel Piceno denominata “Miscuglio di Aleppo” frutto delle ricerche del prof. Salvatore Ceccarelli e macinato a pietra nel molino …….), bisognerebbe rendere chiaro dove la popolazione da cui è stato ottenuto il prodotto si è evoluta, perchè questa informazione, unita a tutto il resto, consente, da un lato, di riconoscere in diversi prodotti una popolazione una comune origine e dall’altro la specificità dovuta al suo essersi evoluta in un particolare territorio.

Per concludere vorrei condividere con voi un acquarello fatto da mia figlia Daniela nel 1993 che raffigura la Cittadella di Aleppo durante una tempesta di sabbia.

Potrebbe essere un piccolo riquadro da inserire in tutte le etichette che accompagnano pasta, farina o pane) a simboleggiare che questi prodotti hanno un’origine comune, in una città alla quale io, mia moglie e le nostre figlie dobbiamo tanto.

Sandstorm in Aleppo.jpg

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